Fausto Bertasa nasce a Bergamo nel 1953. La sua carriera, iniziata negli anni ’70, lo porta ad esporre in numerose gallerie e svariati musei, in Italia ed all’estero, aggiornando costantemente l’immagine del proprio lavoro, diviso tra pittura, fotografia ed installazioni.

L’artista è uno dei protagonisti del panorama artistico italiano ed europeo sin dagli anni Ottanta, il suo lavoro parla dei codici visivi della realtà contemporanea, dal codice a barre sino alla parola dipinta, esplorando il mondo dei media, dai quotidiani internazionali ad internet, dalle tastiere dei PC sino ai mouse pad, con particolare attenzione per i linguaggi delle nuove tecnologie e della comunicazione, verbale, digitale e scritta.

Nonostante la varietà dei media usati (neon, fotografia, scultura, video, disegni), la ricerca di Fausto Bertasa ha da sempre messo in primo piano la pittura, codificata nella corrente definita ‘pittura fredda’ che vicina ai maestri statunitensi (Philip Taaffe, Peter Halley) e a quelli austriaci (Heimo Zobernig, Franz Vana, Gerard Rockenschaub). La sua pittura parte da una ricerca della possibile estetica di una codificazione meccanica, dalla realtà suggerita dai nuovi mezzi di comunicazione e cerca di far affiorare in superficie una nuova geometria, quella della società postindustriale, oggi mondo della postverità. Il soggetto delle sue nuove opere è infatti la parola, la lettera, il codice base della nostra comunicazione, strumento primario del linguaggio quotidiano, qui rappresentata nell’atto di distruggersi, rompersi, decomporsi per rendersi irriconoscibile scomponendosi in atomi e pixel sino al punto di perdere il proprio significato originario, trasformandosi in qualcosa di nuovo, mentre il senso del suo messaggio pare traslato entro una verità puramente estetica.